Da qualche giorno si stanno chiudendo le Porte Sante delle basiliche giubilari a Roma. Riportiamo alcune riflessioni che i cardinali preposti al rito hanno espresso.
«Mentre chiudiamo questa Porta Santa crediamo che il cuore del Risorto, sorgente inesauribile di vita nuova, resta sempre aperto per chi spera in Lui»….si è concluso «un tempo», ma «la misericordia di Dio rimane perennemente aperta». Di qui, l’invito a proseguire il cammino di «conversione e speranza» ispirato dall’Anno Santo.
«Varcare la Porta Santa è stato un dono e diventare, da oggi, porte aperte per gli altri è la nostra missione per il futuro». Un gesto semplice e solenne si fa, quindi, «memoria grata e missione coraggiosa».
Il Giubileo della speranza è stato «un tempo in cui la Chiesa ha annunciato, ancora una volta al mondo intero, che Dio non è lontano, che la pace è possibile, che la misericordia è più forte del peccato». La speranza è «forza concreta che apre strade nuove», «decisione nel segno dell’amore», «partecipazione alla vita del Verbo fatto carne, luce che nessuna notte può spegnere».
Il giubileo si chiude, ma rimarrà nella nostra mente il suo significato: “affidarsi con umiltà a Colui che solo può dare senso pieno alla nostra vita. Perché Dio non chiude mai la porta all’uomo; è l’uomo che è chiamato ad attraversarla.”
Anche il nostro arcivescovo mons. Delpini rivolge il suo augurio a conclusione di questo anno santo: «Pellegrini di speranza, ora che il Giubileo si conclude, continuate ad andare per questo mondo complicato e sbagliato, per dire di una vita che è vocazione ad aggiustare il mondo, per dire di una Chiesa che apre le porte per ospitare la miseria e farvi risplendere la misericordia di Dio in Gesù Signore».
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Arrivederci al prossimo giubileo, anno 2033, Giubileo della Redenzione…
Fonti: chiesadimilano.it, avvenire.it, osservatoreromano.va, vatican.va