Chiesa parrocchiale S. Maria Nascente (Senago)

Chiesa Parrocchiale (Santa Maria Nascente)

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Cenni storici

Il Parroco Ambrogio Rocca fu il promotore della costruzione della nuova parrocchiale. Nel 1908 il Cardinale Andrea Ferrari, arcivescovo di Milano, benedì la prima pietra del nuovo edificio. I giorni 17-18-19 ottobre del 1913 Senago è In festa per l’inaugurazione della chiesa colla messa in aurore del parroco don Ambrogio Rocca e benedizione del monsignor Limonta del Duomo di Milano. Il progetto Ideato da Giuseppa e Fausto Ba gatti Valsecchi, architetti militanti e collezionisti, già conosciuti e attivi per gli interventi In Villa Borromeo, fu messo in opera dall’ingegnere Santamaria.
L’edificio è in stile neorinascimentale (corrente che si sviluppò a partire dal XIX secolo; fu lo stile preferito dalla industriale, tanto da caratterizzare la maggior parte dalla produzione architettonica ottocentesca), con un’accurata ricerca filologica nella definirtene dagli elementi decorativi sia dell’interno che dell’esterno che ben riflette il quasi contemporaneo intervento di restauro realizzato dai due fratelli nella chiesa milanese di Santa Maria della Pace.
Le soluzioni messe In opera sono espressione tipica dell’eclettismo (atteggiamento di chi, in qualsiasi campo, anziché utilizzare una metodologia unica, fonde metodi e principi differenti) e dei modernismo dei primi anni del Novecento, ove era predominante il gusto per il recupero dei vecchi stili e per le riproduzioni fedeli, con una particolare predilezione per la riproduzione dei modelli architettonici del ducato sforzesco, nella declinazione dell’architettura bramantesca.
I lavori poterono considerarsi pienamente conclusi nel 1937, anno in cui il cardinale Idelfonso Schuster consacrò la nuova parrocchia, dedicata a Santa Maria Nascente. Una targa posta sulla parate di fonfo della chiesa ricorda l’evento.

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Descrizione architettonica

Pianta a croce latina, croce formata da due segmenti di diversa misura che si intersecano ad angolo retto, In cui il segmento minore è circa a tre quarti del segmento maggiore, aula a tre navata, scandito da colonne in pietra che delimitano cinque campate coperte da volte a vela.
All'Incrocio con il transetto, le cui pareti laterali sono ornate da paraste, elemento architettonico strutturale verticale (pilas
tro) Inglobato in una parete, dalla quale sporge solo leggermente, ai eleva una cupola.
Abside a pianta poligonale con apertura a oculo, analoghe a quelle della facciata. Superfici esterne Intonacate con membrature architettoniche in laterizio. Facciata a doppio ordine, scandita in quello inferiore da quattro paraste con capitelli compositi, Intervallato dal superiore con alta fascia, ornata da pilastrini corrispondenti nella paraste. Tre Ingressi, di cui il centrale, di maggiori dimensioni, profilato da cornice ornata da timpano, la superficie triangolare verticale racchiusa nella cornice.
Al centro dell'ordine superiora una serliana un elemento architettonico composto da un arco a tutto sesto affiancato simmetricamente da due apertura sormontata da un architrave; fra l'arco e le due aperture sono collocate due colonne.
Due paraste angolari reggono un timpano triangolare sormontato da edicolette, su quattro colonna, munite di croce apicale che si ripetono anche alte estremità della fascia marcapiano, con funzione puramente decorativa. Opera Conservate all'Interno detta parrocchiale Nella cappella del transetto destro è collocata una tela seicentesca, probabilmente proveniente dalla ex parrocchiale di Senaghino, ove è attestata, nella visite pastorali, la presenza di una cappella con Intitolatone a San Cario Borromeo. Il religioso è rappresentato a figura intera, in abiti cardinalizi.
La chiesa mantiene, per la cappella dei transetto sinistro, l'intitolazione, presente nella precedente parrocchiale, alla Madonna, raffigurata come Immacolata nella sua statua posta nella nicchia sopra l’altare. Nel coro, immediatamente dietro l'altare maggiore, sullo stendardo, la Vergine Assunta e angeli è realizzata n tessuto di seta, ricamato con applicata l'immagine dipinta dalla Madonna, riferibile alla seconda metà del XIX secolo.

Varamente artistiche le vetrate ed i quadri delia via Crucis. Pregiate anche le teche contenenti te reliquie dei santi e gli ornamenti festivi del vecchio altare. L'organo con più di 1000 canne comandato ds una consolle elettronica. All'esterno I muri con i meravigliosi decori su disegni di Bagatti Valsecchi. Gii ampi gradini In granito che danno accesso ai portali frontali, in numero di tre, a ricordare la Trinità. La slanciata a balla torre campanaria ultimata solamante nel 1923, La datazione è leggibile in numeri romani sullo stesso campanile (MCMXXIII).

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Gli architetti Bagatti Valsecchi Conoscitori degli stili delle passate epoche storiche, in qualità di architetti militanti, li riproposero nei loro progetti a partire dal palazzo di famiglia, tra il nono e l’ultimo decennio dell’Ottocento, inspirandosi alle forme del Rinascimento Lombardo. La residenza milanese conserva una collezione unica di opere dell’epoca dai dipinti alle sculture. Verso la fine del secolo tavolarono nelle ville di famiglia a Cardano e Varedo, ove tentarono di ricostruire un complesso architettonico che riflettesse le linee del barocco lombardo e che comprese anche il cimitero e la parrocchiale. Numerosi gli interventi nel settore dell’architettura cimiteriale, nonché i completamenti di ville signorili nella Lombardia Occidentale. Si dedicarono anche ai restauro architettonico, finanziando il progetto di Luca Beltrami per il castello Sforzesco ove ricostruirono la porta attrezzata con il ponte levatoio e ripristinando la solariana chiesa di Santa Maria sella Pace che venne adibita a sala concerti nel 1901.