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Festa della Sacra Famiglia

FESTA DELLA SACRA FAMIGLIA
È bello pensare alla Santa Famiglia nella tranquillità di Nazareth, dove per tanti anni Giuseppe operò nella sua bottega, dove Maria custodì nel cuore gli avvenimenti che accadevano, illuminandoli con le parole che aveva udito dall’Angelo, dove Gesù cresceva in sapienza, età e Grazia
1. Famiglia “straordinaria”? Credo proprio di sì: come quella non ce ne sarà mai più un’altra! Infatti, c’è una Mamma che è “piena di Grazia, c’è un figlio che, prima di essere figlio di Maria, è il “Figlio di Dio”, e c’è un padre putativo che si merita il titolo di “uomo giusto”. Però questa Santa Famiglia di Nazareth visse come tutte le famiglie di quel tempo: lavoro, affetti familiari, fede. In un piccolo villaggio, nel quale tutti si conoscevano e nel quale tutti vivevano allo stesso modo: lavoro e condivisione, capacità di provvedere ai propri bisogni e, insieme, solidarietà per i più deboli e i più poveri. Senso di fede, che si concretizzava nell’andare, ogni sabato, in sinagoga; oltre, naturalmente, alla celebrazione delle numerose feste di Israele, sempre nella povertà dignitosa di gente “timorata” di Dio. La “straordinarietà” della famiglia di Nazareth sta proprio in questa “ordinarietà” vissuta con amore unico ed inesauribile, sotto la protezione di Dio, nella continua ricerca della Sua volontà
2. Famiglie “ordinarie”: sono le nostre famiglie, in cui di “straordinario” non c’è poi molto. Eppure sono famiglie che vivono delle stesse cose di allora: sanno creare contesti di dialogo, momenti di comunione e di confronto. E, per chi ha figli adolescenti, il confronto tante volte è intenso e serrato. E, purtroppo ci sono anche famiglie, dove il trovarsi insieme è più un peso che una grazia; dove il confronto sfocia spesso nel litigio; dove la convivenza si limita ad alcuni pasti comuni, magari con la tv accesa, e dove il dialogo è un “urlare” reciproco da stanza a stanza. Riscoprire il senso della famiglia, la bellezza dello stare insieme, anche “abitando” la fatica dei confronti e delle contestazioni, potrebbe essere l’opera straordinaria da compiere in questi giorni, in questo anno così speciale per la famiglia. Senza dimenticare le numerose famiglie di persone che hanno vissuto una separazione e che ora vivono una seconda esperienza matrimoniale: anche a loro va la preghiera della comunità cristiana, perchè “Dio è vicino a chi ha il cuore ferito”.
3. Senso del lavoro: durante la recente visita natalizia, credo che tutti i sacerdoti abbiano notato un senso della crisi molto più forte rispetto agli anni passati. Molti hanno raccontato della precarietà del lavoro, o addirittura di averlo perso; e quindi, di essere in grave difficoltà a “tirare avanti” la famiglia, e anche a gestire il tempo e le giornate “vuote”. In quali modi e con quali mezzi la comunità cristiana può farsi vicina a chi si trova in queste condizioni?
4. La festa: Maria e Giuseppe, con il figlio Gesù, partecipavano alle feste di Israele. Le nostre famiglie che idea hanno della festa? Mi pare che spesso è evasione, è l’happy hour del divertimento a ogni costo. La festa, in Israele, era “l’ora felice” (happy hour) di percepire più vivamente la presenza di Dio, per tornare in sintonia con Lui e con tutti i fratelli con cui si condivide l’esistenza. Mi piace pensare al pio israelita che, dopo ogni festa, tornava alle azioni abituali carico di tutto ciò che, nella preghiera, nella meditazione, nel dialogo con Dio, aveva scoperto.
5. Un augurio: quello di “sfruttare” la Festa della Santa Famiglia di Nazareth e il VII Incontro Mondiale delle Famiglie (dal 30 Maggio al 3 Giugno 2012 a Milano) per scoprire l’autentico senso della festa e la bellezza della famiglia come Dio l’ha pensata e voluta.

Don Angelo