«

»

Lettera del direttivo (diaconia) della comunità

Carissimi fratelli e sorelle della Comunità Pastorale, la vita di ciascuno di noi è quasi sempre un turbine di impegni e di proposte a cui facciamo fatica a far fronte… anche il nostro vivere da cristiani con i necessari gesti e appuntamenti che comporta, non si sottrae a tutto questo.

E crediamo che il fatto che così sia, altro non è che una inevitabile e anche però significativa modalità, che ci è data, per sentirci come gli altri: nel senso cioè di non sottrarci al dovere di essere integralmente parte del cammino di molti uomini e donne come noi. Ad essi, infatti, possiamo testimoniare la bellezza e la verità dell’essere cristiani, o meglio… di tentare di esserlo. Anzi, questa è un’occasione straordinaria e da non lasciarsi sfuggire! Guai se ci isolassimo… Non crediamo proprio nella comunità cristiana come “oasi di pace” e di “estraniazione dal mondo” (non intendiamo parlare dei momenti di ritiro o di preghiera silenziosa… che sono un’altra cosa).

Consapevoli delle fatiche e anche dei vizi della nostra epoca di cui tutti siamo partecipi, vorremmo esortarvi ad essere più costanti e determinati nel compiere quei gesti che rendono il cammino comunitario un progetto nel quale credere.

È necessario farlo con la forza e la determinazione propri di chi sa che il cristianesimo oggi è minoranza numerica e culturale; ma questo non ci deve indurre allo sconforto, perché essere cristiani nel mondo d’oggi è poderoso fermento evangelico. Siamo chiamati ad essere quel lievito di cui il Vangelo parla. Dobbiamo quindi non scoraggiarci ed unirci sempre più in una vita comunitaria vissuta in modo convinto.

Chi sono oggi i cristiani? Magari sono persone con le quali siamo costantemente in rapporto e magari no. L’unico modo per saperlo è però partecipare, incontrare gli altri, uscire dall’anonimato e dall’individualismo che ci attanagliano…

La nostra comunità non manca di iniziative… non ci pare proprio… ma ci domandiamo: non è che ogniqualvolta che le iniziative riguardano la formazione più che non l’aggregazione cediamo sotto i colpi della inevitabile fatica?

Dobbiamo davvero domandarci in prima persona: a che cosa ho partecipato di quello che mi è stato proposto da settembre ad oggi?

… se non facciamo la fatica di essere presenti almeno in qualche occasione, gettiamo via il lievito che siamo… immaginiamoci che fine fa la pasta… Ora non demordiamo: ci saranno ancora molte e molte iniziative.

Poi ci sarà la quaresima, altri appuntamenti culturali che segnaleremo debitamente… Ad appassionarci a tutto questo e a parteciparvi si impara partecipando…

Con grande fiducia in voi e affetto, vi salutiamo con riconoscenza.

Il direttivo (diaconia) della comunità