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Si riparte!

Si riparte!

Con il mese di settembre iniziamo il quarto anno di Comunità Pastorale. I tre anni passati sono stati segnati da grandi cambiamenti della vita parrocchiale: da due parroci a un solo (responsabile), da due coadiutori a uno solo per i due oratori; a un prete son state affidate in modo particolare la cura delle famiglie e la preparazione ai battesimi, a un altro prete gli ammalati. Va anche un sentito grazie a don Carlo perché nei momenti di bisogno è sempre disponibile.
Sono stati anni non privi di fatiche, ma certamente arricchenti: abbiamo incontrato molte persone, che si sono rivelate disponibili al dialogo, a iniziare un nuovo cammino, persone che hanno messo a disposizione il loro tempo, le loro energie, le loro iniziative, le loro idee, persone accoglienti, incuriosite della novità della Comunità Pastorale, persone desiderose di riprendere in mano il loro cammino di fede. Adolescenti e giovani pronti a mettersi in discussione e disponibili alle tante iniziative che l'Oratorio propone. Di tutto questo dobbiamo dire grazie al Signore.
Il nuovo anno pastorale si lascia condurre dal Vangelo verso un obiettivo ordinario e sublime insieme: riscoprire la bellezza di appartenere alla Chiesa, l'entusiasmo di annunciare e testimoniare il Vangelo. Due sono principalmente gli argomenti da approfondire:
• Il ruolo del laico all'interno della Comunità Pastorale
• Il proprio cammino di fede

Il ruolo del laico all'interno della comunità pastorale è quello di vivere e far vivere la comunione, la collaborazione e la corresponsabilità. Parole abbastanza note ma forse non ancora del tutto applicate. Esse invitano a testimoniare il Vangelo nel mondo e nella nostra Comunità. Ho trovato un testo molto bello di Madeleine Delbrel che mette in evidenza l'identità del laico nella chiesa e nella società:
"C'è gente che Dio prende e mette da parte.
Ma ce n'è un'altra che egli lascia nella moltitudine, che non ritira dal mondo. E' gente che fa un lavoro ordinario, che ha una famiglia ordinaria o che vive una vita da celibe.
Gente che ha malattie ordinarie, e lutti ordinari. Gente che ha una casa ordinaria e vestiti ordinari. E' la gente della vita ordinaria. Gente che si incontra in qualsiasi strada.
Costoro amano il loro uscio che si apre sulla via, come i loro fratelli invisibili al mondo amano la porta che si è rinchiusa definitivamente sopra di essi. Noialtri, gente di strada, crediamo con tutte le forze che questa strada, che questo mondo dove Dio ci ha messi è per noi il luogo della nostra santità. Noi crediamo che niente di necessario ci manca. Perché se questo necessario ci mancasse Dio ce lo avrebbe già dato''
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Tutti, e soprattutto noi cristiani, possediamo una solida certezza: Dio non ci abbandona mai, anzi, suggerisce quello che dobbiamo fare e quale strada dobbiamo percorrere. Tocca a noi scoprire la strada giusta lasciandoci guidare da Lui.

 

Il proprio cammino di fede.

 Il laico deve riscoprire la propria fede, quella fede seminata nel giorno del Battesimo. Essa ci porta a scoprire e ad amare Gesù Cristo.
Il Papa ha indetto, per questo anno pastorale, l'"Anno della Fede" con lo scopo di invitare i cristiani a ritornare a parlare di Dio al mondo perché per il mondo Dio ormai è uno sconosciuto. Dice il Papa: "È necessario un deciso rinnovamento della qualità della nostra fede e della nostra preghiera". Due parole: qualità e preghiera, che aiutano a capire che la fede deve presentare uno spessore di vita interiore, che si deve essere pronti ad aiutare chi è in difficoltà, a prendersi cura della fede dei più piccoli, ad aiutare e a comprendere quei genitori che si professano credenti ma non praticanti. La preghiera è la condizione primaria per parlare di Dio; è parlando con Dio che si può cogliere le grandi trasformazioni che si stanno vivendo.
Il prossimo anno sia per tutti un tempo di crescita nelle cose ordinarie e spirituali per superare le difficoltà e per testimoniare a tutti l'amore grande di Dio.

Don Roberto e il Direttivo