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XXXI giornata della solidarietà

 

Il lavoro per essere famiglie accoglienti” XXXI giornata della solidarietà

Il lavoro. Bene quanto mai prezioso. Merce sempre più rara. Mai come in questi giorni se ne parla.

Forse prima d’ora se ne era parlato negli anni del boom economico postbellico, di cui i più giovani tra noi non hanno memoria neppure scolastica. Quando la si trova è legata, peraltro, a lezioni svolte, per libera iniziativa, da qualche lungimirante insegnante (non rientrava ai tempi delle mie scuole superiori – e mi risulta ancora non rientri – nei programmi di studio della storia contemporanea)…

Questo dato culturale ci deve spingere ad una duplice riflessione su quali siano i compiti, ai quali, su questo argomento, il Vangelo chiama la comunità cristiana.

La prima. La cultura del lavoro, il significato stesso della parola sono andati incontro negli anni ad una perdita progressiva di riferimento ad una realtà riconosciuta come importante. Il forte benessere economico, spesso indotto da meccanismi finanziari falsanti il reale stato delle cose, ha scavato un solco tra la percezione del “bene economico” (valore assolutamente necessario per la vita e positivo) e quella dei meccanismi lavorativi, che ne sono la causa principale. È necessaria, quindi, un’importante opera di informazione e di riflessione a riguardo delle tematiche che vanno a costituire la nervatura della complessa realtà del lavoro, per sfuggire a facili semplificazioni e a logiche egoistiche, che sono lontanissime dall’insegnamento evangelico. Conoscere la “grammatica” e la “sintassi” della economia, apprezzarne l’alto valore umano, premessa indispensabile per accedere al suo significato cristiano, è un primo compito urgente. Lo è non per esperti del settore, non per competenti specializzati, ma per l’uomo comune. Deve appartenere al suo indispensabile bagaglio culturale. La seconda riguarda la solidarietà. Essa va vissuta, non solo discussa. La famiglia è quella forma primordiale di accoglienza gratuita della vita, a partire dalla quale prende forma tutto il corpo sociale. La fiducia tra i coniugi, quella tra figli e genitori non si acquista, non si baratta. È frutto dell’amore gratuito. Esso educa e responsabilizza, ma è sempre ed anzitutto “un investimento d’amore”. Ce lo si dovrebbe ricordare anche a riguardo della grande famiglia umana. In questo contesto si collocano due iniziative concrete di solidarietà che la nostra comunità cristiana propone: il FONDO DI SOLIDARIETÀ istituito dalla nostra Comunità Pastorale e l’ACCOGLIENZA DELLE FAMIGLIE che parteciperanno al VII INCONTRO MONDIALE, che si terrà, a Milano, dal 30 maggio al 3 giugno di quest’anno. Su queste due iniziative trovate ampia documentazione in queste pagine.

Don Leo