“Questa tribolata storia presente può diventare storia di salvezza, e ogni giorno, ogni luogo può essere pieno della gloria di Dio. Essa è lo Spirito Santo, il dono d’amore che rende capace di amare.”

Così mons. Delpini scriveva la sua lettera per il tempo dopo pentecoste, partendo da quella celebrazione come mandato ai discepoli di spalancare il loro cuore ed il loro agire ad una missione senza confini. (il testo integrale della lettera è qui disponibile)

Anche nell’esortazione apostolica “Christus Vivit”, papa Francesco faceva riferimento allo Spirito Santo.

Nelle tre verità “Dio ti ama, Cristo è il tuo salvatore, Egli vive”  – affermava – compare Dio Padre e compare Gesù. Dove ci sono il Padre e Gesù, c’è anche lo Spirito Santo. È Lui che prepara e apre i cuori perché tutti accolgano questo annuncio, è Lui che mantiene viva questa esperienza di salvezza, è Lui che aiuterà a crescere nella gioia se lo si lascia agire. Lo Spirito Santo riempie il cuore di Cristo risorto e da lì si riversa nella vita come una sorgente. E quando lo si accoglie, lo Spirito Santo fa entrare sempre più nel cuore di Cristo, per essere sempre più colmi del suo amore, della sua luce e della sua forza.

La festa di Pentecoste è tradizionalmente a Milano città “festa delle genti” che raduna tutte le persone migranti che vivono sul territorio della diocesi milanese, quest’anno vissuta in tono minore a causa della pandemia. Da sempre questa festa significa “OCCASIONE COMUNE”.

Sta tutta qui l’importanza di questo appuntamento – spiega don Alberto Vitali, responsabile diocesano della Pastorale dei migranti -: “Nel corso dell’anno i migranti hanno diverse ricorrenze tradizionali in cui incontrarsi e fare festa per gruppi omogenei. La Festa delle genti è una delle poche occasioni in cui il filippino e il coreano possono incontrarsi e conoscersi. Anche in questo momento difficile – continua don Vitali – ognuno ha fatto cose diverse, tutte nel segno della continuità e della vicinanza.”

Solo lo Spirito Santo è l’acqua viva e il fuoco ardente che custodisce e irradia la gioia, la gloria, la vita di Gesù

(Mario Delpini)